Monte Ortigara 2106 m s.l.m. – Biv. Busa delle Dodese 2050 m s.l.m.

È stata una camminata della memoria tra lapidi, ex-cimiteri, camminamenti, mulattiere, gallerie e trincee, non per ricordare i cento anni passati dalla Prima Guerra Mondiale ma per i poveri soldati e non che in questi luoghi hanno perso la propria vita

Il territorio che Vi circonderà è brullo e lunare, la desolazione ed il silenzio vi lasceranno molta tristezza

Ma allo stesso tempo altri particolari potrebbero ravvivare la camminata, quali l’incontro con gli onnipresenti camosci e gli scoiattoli che Vi attraverseranno il cammino indisturbati o il profumo di ginepro amplificato dal calore del sole

Da Gallio si seguono le indicazioni per Campomulo e Monte Ortigara; la strada prima asfaltata fino agli impianti sciistici si interrompe diventando sterrato e dopo circa 6 Km di tortuosa agonia a passo d’uomo torna ad essere asfaltata fino al parcheggio di Piazzale Lozze (altri 5 km circa)

La grande area attrezzata per pic-nic è la base di partenza per diverse escursioni, ci si può fermare alla Chiesetta del Lozze o al Rif. Cecchin con una piacevole camminata di circa mezz’ora

L’anello proposto per chi è ben allenato parte dal parcheggio con segnavia n. 841, aggira la Cima della Caldiera e raggiunge il Cippo Austriaco e il Cippo Italiano con cima Ortigara salendo un ripido sentiero a gradoni agevolato da un corrimano in fune metallica posta a protezione, per scendere poi con il sentiero n. 840

Circa 5 h senza le soste

Ho preferito raggiungere la cima passando per la Chiesetta del Lozze in circa 1 h e mezza per poi raggiungere il Biv. Busa delle Dodese in 2 h, segnavia n. 206 o Altavia n. 11 degli Altipiani, sentiero per segnalato, tra bassi pini mugo e ginepri, costeggiando, tra Cima Undici e Cima Dodici, la cresta che vede la Valsugana 1000 metri più in basso

Sono tornato alla cima con la facile mulattiera n. 839, sempre ben visibile da tutto il percorso dell’andata, e sono sceso per il sentiero con i gradoni e la galleria Caverna Biancardi allacciandomi col sentiero dell’andata al Baito Ortigara (costruzione in pietra con tetto in lamiera, da usare come ricovero di fortuna)

Mi sento di suggerire di portare il massimo rispetto perché la Zona è Sacra alla Patria, quindi niente urla, schiamazzi, giochi ed i rifiuti tutti riposti nello zaino e portati a casa

Da non sottovalutare il periodo perché i sentieri sono tutti quasi completamente al sole, quindi: tanta acqua, un cappello ed una buona protezione solare

Interessante la gestione “prenotazioni” per bivaccare al biv. Busa delle Dodese tramite e-mail: borgo@sat.tn.it

 

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