Gorilla trekking

Gorilla trekking (la mia indimenticabile esperienza)

La possibilità di condividere qualche istante con questi incredibili primati è stato il vero motivo del viaggio in Uganda

L’accesso al trekking coordinato dal governo ugandese è ben organizzato e ci ha concesso di avvicinarsi ai gorilla formando gruppetti di 8 persone suddivisi per le poche famiglie abituate alla presenza dell’uomo

Ci accompagnano due rangers, uno davanti con il machete, che utilizza per aprire il percorso, e l’altro che chiude il gruppo porta in spalla un fucile

Per pochi spiccioli si possono assoldare dei ragazzini come portatori, Vi porteranno lo zaino, Vi forniranno i bastoni così da permetterVi di aiutarli economicamente

Il trekking non ha una durata fissa, dipende da dove si trova la famiglia di gorilla che si deve cercare; ogni gruppo ne ha assegnata una con la quale, dopo averla trovata, potrà restare per un’ora (precisa!!!)

La prenotazione dev’essere fatta molti mesi in anticipo richiedendolo direttamente all’Uganda Wildlife Authority (UWA), ed il costo va dai 450$ ai 600$ (www.ugandawildlife.org)

Alla Bwindi Inpenetrable Forest ci sono 11 famiglie e 1 famiglia al Mgahinga National Park

L’importo elevato garantisce la salvaguardia dei pochi esemplari di gorilla ancora presenti in natura, coprendo le spese di gestione e permettendo la convivenza delle popolazioni locali che vivono nell’immediato confine con la foresta, insegnando loro la conservazione del territorio e di chi vi abita come grande risorsa naturale ed economica

Passiamo la notte precedente al grande giorno alla Buhoma Community, il suggestivo campeggio tendato appena all’interno del parco di Bwindi, molto ben curato e quasi sempre al gran completo, con le semplici tende canadesi con il loro bagnetto privato praticamente all’aperto, e la terrazza in legno “vista foresta”

Stanchi per il lungo trasferimento in auto ma molto emozionati, dopo mezzanotte finalmente il sonno prende il sopravvento nonostante gli incessanti rumori che avvolgono il nostro piccolo riparo (tenda Squirrel!!!)

Al mattino seguente, levataccia, colazione, briefing con i rangers che puntualmente sottolineano il delicato sistema di stima che i gorilla dimostrano verso l’uomo se non vengono minacciati e partenza, il sole promette una bella giornata!!!

Durante il cammino, le poche capanne dal tetto di paglia tra le piantagioni di banane non riescono a trattenere l’ondata di bambini che appena ci hanno visti sono corsi verso di noi vocianti ed allegri, dandoci con i loro sorrisi il loro benvenuto

Dai campi coltivati intravediamo la netta linea che segna l’inizio della foresta primaria, la vegetazione bassa scompare lasciando il posto agli alti fusti, le grosse liane scendono intrecciandosi fino al suolo, il sole scompare, sale il tasso di umidità ed il verde diventa molto più intenso

La camminata si alterna a brevi soste, il sentiero diventa particolarmente difficile, stretto, irto e molto scivoloso, e nel folto della vegetazione sembra interminabile, è il loro habitat naturale

Finalmente le guide fermano il gruppo, trovano altri rangers che seguono incessantemente la famiglia, ci siamo, la favola è iniziata!!!

La famiglia di gorilla al completo, Habinyanja family group, 28 esemplari, le femmine sempre spaparazzate, alcune di loro con dei piccoli nati da poco e non ancora censiti, i giovani disturbati dai giochi dei più piccoli che si avvicinano quasi a farsi accarezzare ed il Silverback, Rwansigazi, sempre attento e guardingo, pronto a difendere la propria famiglia da qualsiasi pericolo

Le guide lo rassicurano con suoni gutturali simili ai loro, siamo umani ma innocui!!!

Un momento epico ed unico, indescrivibile…

Foto e video a gogo, ma anche dei momenti reali per assaporare a pieno questa esperienza, i loro volti, la loro pelliccia, le loro mani e i loro piedi, i loro movimenti, non c’è altro posto in cui vorrei essere

L’ora è scaduta, non possiamo più seguire la nostra famigliola, il tempo è volato ma non vorremmo mai andarcene

Incamminati lungo il ritorno, mi giro fino all’ultimo istante che posso intravvedere i loro corpi, li saluto: è un’ arrivederci però!!!

Attestato finale foto

Briefing mattutino:

Non si possono avere raffreddori o altre patologie, che rischierebbero delle epidemie pericolose

Non si possono portare i bambini

Meglio uno zaino leggero in spalla e bastoncini da trekking

Scarponcini e calzettoni fino al ginocchio dove infilare i pantaloni lunghi (per via delle formiche) e magliette con le maniche lunghe per via delle zanzare

Ok foto e video ma senza l’uso dei flash

Posizionarsi dove garantire la propria sicurezza

Non sono assolutamente aggressivi e, dietro particolari istruzioni dei rangers, è possibile avvicinarli senza correre alcun pericolo

In caso di avvicinamento involontario, restare cauti e senza paura, non fissare negli occhi il Silverback e non spaventare i piccoli, sempre molto curiosi, spavaldi e senza paura

Ps:

Il Gorilla trekking è un’escursione che da sola vale l’intero viaggio!!!

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