Rifugio Fraccaroli 2238 m s.l.m. – Cima Carega 2259 m s.l.m. – Via Ferrata Campalani – Via Ferrata Biasin

Gruppo del Carega

Dall’uscita dell’autostrada A4 a Soave, proseguire per Illasi e Giazza e successivamente per i rifugi del Monte Carega

Al rifugio Revolto a quota 1336 m s.l.m. c’è un piccolo parcheggio ma le possibilità di lasciare l’auto lungo la carrabile sono comunque molteplici ed il sentiero CAI n. 185 che parte da Giazza corre all’interno del bosco intersecandola più volte

Lasciata l’auto si segue la mulattiera, segnavia n. 186, fino al rifugio Pertica 1530 m s.l.m. posto sul passo omonimo, che è anche il punto di partenza per il sentiero attrezzato Angelo Pojesi e per la breve ma intensa Via Ferrata Biasin

La mulattiera continua a salire dolcemente, sent. n. 109 e porta in meno di un’ora al rifugio Scalorbi a quota 1767 m s.l.m. e al rifugio Fraccaroli in 1 h e 30 min

Per raggiungere il punto di partenza della Via Ferrata Campalani si gira a sx poco prima del rifugio Scalorbi, segnale indicativo sent. n. 192/183

Procedendo in salita prestando la massima attenzione all’unica indicazione presente, una freccia tricolore dipinta su di un masso posato a terra, dopo circa 40 min si raggiunge la base a quota 1950 m s.l.m.

Via abbastanza semplice, resa complicata dalle catene che si intervallano alla classica fune, non permettendo un giusto scorrimento dei moschettoni

45 min

Alla fine, un simpatico sentiero tra le creste porta in 20 min al rif. Fraccaroli

Dal rifugio alla cima Carega circa 20 min

Ho avuto la fortuna di trovare una giornata straordinaria, la luce e la limpidezza raramente riscontrate mi hanno regalato una visuale a 360, dal monte Cavallo, al gruppo dell’Ortles, dal Großglockner in Austria all’appennino tosco-emiliano a sud

Per la discesa ho scelto, tra le moltissime possibilità, il sicuro sent. n. 108, che corre lungo le creste della Costa Media, tra le quali la bella Cima Madonnina e la Cima Tibet 2070 m s.l.m. con le classiche Preghiere tibetane che sventolano incessantemente

Da qui si prosegue tra mughi e ghiaie fino ad intersecare la mulattiera poco a monte del rifugio Pertica

Non contento della fatica sono salito lungo la Via Ferrata Biasin, percorso ostico se affrontato con lo zaino, quindi è d’obbligo lasciarlo a terra

Si tratta di una salita su cambre, a volte strapiombante, quasi mai arrampicabile, a parte all’interno del lungo camino che porta verso l’uscita

30 min la sola salita, tenersi l’attrezzatura da ferrata perché nella discesa ci sono dei tratti protetti

Mulattiera praticabile in Mtb e adatta alla pratica del Nordic Walking

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